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Meccano
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Il mwcgmwcwMeccano è un mwdagioco di costruzione per la realizzazione di modellini meccanici mediante elementi metallici perforati, mwdqviti, dadi e mwdgbulloni.cite-ref-angiolino-611-1-0[1] Venne inventato e brevettato nel mwew1901 da mwfaFrank Hornby, commesso di mwfqLiverpool, e venne poi prodotto dal 1908 al 1980 dalla Meccano Ltd di mwfgLiverpool. Venne poi fabbricato in mwfwFrancia e in mwgaCina. Negli anni il prodotto è stato più volte riprogettato. Venne poi messa in commercio anche una versione basata su componentistica di mwgwplastica, destinata a bambini in età prescolare. Il Meccano nel corso del mwhaNovecento ebbe così tanto successo che tra il 1916 e il 1963 venne pubblicata la rivista mwhqMeccano Magazine.
Contents
• Storia
• Origini
• Capacità
• Note
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Storia
Origini
Nel 1901 Hornby, che all'epoca lavorava a mwigLiverpool come impiegato, inventò e brevettò un nuovo giocattolo, chiamato mwiwMechanics Made Easy (mwjameccanica resa facile o "meccanica per tutti" ), basato sui principi elementari dell'mwjqingegneria meccanica. Nel set erano contenute strisce di metallo perforate, placche e barre, con ruote, pulegge, ingranaggi, collari ed assi per meccanismi in movimento, e dadi e bulloni per assemblare i pezzi tra loro. Il passo delle perforazioni era standard di mwjg1⁄mwjw2 pollice (12,7mwka mm), gli assi erano calibro 8 SWG (4mwkq mm) e i dadi e le viti avevano filettatura da mwkg5⁄mwkw32 di pollice BSW. Gli unici attrezzi necessari per montare e smontare i modellini erano mwlachiavi e mwlqcacciavite.
Il Meccano era più di un giocattolo: era uno strumento educativo e istruttivo dei principi meccanici fondamentali, e spiegava in modo pratico il funzionamento delle mwlwleve e degli mwmaingranaggi.
In un primo momento i nuovi pezzi per il set da costruzione venivano da fornitori esterni, ma quando la richiesta superò le forniture Hornby fondò la propria fabbrica in Duke Street. Presto il Meccano diventò popolare e si diffuse in tutto il mondo. Nel settembre del 1907 Hornby registrò il modello di Meccano presso l'ufficio brevetti e nel maggio 1908 fondò la Meccano. Per soddisfare la domanda sempre crescente, nel 1914 fece costruire una nuova fabbrica di Meccano in Binns Road, sempre a Liverpool, che si trasformò nella Meccano Ltd., il vero quartier generale dei 60 anni seguenti. Nacquero fabbriche di Meccano in Francia, Spagna, Argentina. La parola Meccano sembrava derivata dall'espressione "make and know" (mwmgfai e conosci).cite-ref-2[2]
I primissimi set di Meccano avevano parti realizzate in modo rozzo: le strisce e le placche in metallo avevano finitura a stagno, non erano arrotondate alle estremità e non erano molto robuste. Già nel 1907 però l'aspetto e la qualità erano migliorate notevolmente grazie a un continuo perfezionamento dei metodi di fabbricazione: le strisce di metallo erano diventate di acciaio, spesso avevano le estremità arrotondate ed erano nichelate, mentre le rondelle e gli ingranaggi erano fabbricati in ottone. I primi set con il nome Meccano seguono la numerazione dall'1 al 6. Nel 1922, iniziò la produzione delle attrezzature Meccano n. 7, il set più grande realizzato fino ad allora, e che divenne subito il più richiesto, grazie alla relativa disponibilità del prodotto, alle infinite possibilità di costruzione del giocattolo e al prestigio che andava associandosi alla marca.
Nel 1926, venticinquesimo anniversario del brevetto, Hornby introdusse il mwoqMeccano a colori, semplicemente colorando le parti da assemblare in rosso o in verde. Inizialmente i piatti erano in rosso-chiaro e le articolazioni, per esempio le travi, erano in verde pisello. Tuttavia, con l'andar del tempo le parti assunsero colori più scuri: strisce e travi diventarono verde scuro, i piatti rosso bordeaux, rotelle ed ingranaggi invece rimasero color ottone. Nel 1934 i colori cambiarono ancora: travi e strisce stavolta presero il color oro, mentre i piatti divennero azzurri con linee dorate incrociate, ma solo da un lato, restando l'altro lato azzurro a tinta unita. Queste nuove combinazioni di colori uscirono solo in Gran Bretagna, fino alla fine della mwogSeconda guerra mondiale. Il set rosso e verde scuro veniva ancora prodotto per l'esportazione, e venne reintrodotto anche in Gran Bretagna dopo la guerra.
Un nuovo moderato cambiamento nei colori ci fu nel 1958, si arrivò ad una combinazione rosso-chiaro e verde che però ebbe vita breve dato che nel 1964 ci fu un cambiamento radicale che diede luogo alle combinazioni di nero e giallo. Tra il '58 e il '64 però vennero prodotte almeno 90 nuove parti del Meccano, l'imballaggio si modernizzò, si realizzarono 10 nuovi set, vennero introdotti i primi pezzi di plastica e fece la sua comparsa il mwpadiagramma esploso delle istruzioni.
Gli anni d'oro
Nel 1934 le nove attrezzature base del Meccano (numerate dalla 00 alla 7) furono sostituite da 11 attrezzature, che presero il nome di 0, da A a H, da K a L, e il vecchio kit n. 7 divenne l'attrezzatura L. Il kit L è stato spesso considerato la miglior attrezzatura del Meccano. Nel 1937, la serie dell'attrezzatura indicata con le lettere fu rimpiazzata da una serie indicata con i numeri da 0 a 10. Nonostante fosse un kit ridotto rispetto al kit L, il kit n. 10 divenne l'attrezzatura ammiraglia dell'azienda Meccano, e per questo subì pochissimi cambiamenti, comunque minori, fino al 1992. I set di accessori vennero mantenuti, sotto la numerazione da 1A a 9A, semplicemente trasformando una serie nella serie successiva: per esempio, il set di accessori 6A convertiva un kit n.6 in un kit n. 7). Come sarebbe stato auspicabile fin dall'inizio della produzione, la Meccano Srl. avrebbe anche fornito parti aggiuntive per i set preesistenti.
La Seconda Guerra Mondiale costrinse l'azienda a interrompere la produzione di Meccano in Gran Bretagna per convertire la fabbrica di Binns Road in fabbrica di armamenti. La mwqaGuerra di Corea interruppe nuovamente la produzione per la scarsità del metallo che era necessario per la fabbricazione dei pezzi di base del Meccano. La produzione tornò alla normalità a metà degli mwqqanni cinquanta, periodo in cui si aggiunsero nuovi pezzi a tutti i set.
Nel 1955 le attrezzature da 0 a 10, così come i set di conversione da 00A a 9A erano disponibili.cite-ref-3[3] Nel 1961 unmwrw'mwsaattrezzatura per meccanismi (Mechanisms Outfit ) e un'mwsqattrezzatura per ingranaggi (Gears Outfit) si sommarono a quelle precedenticite-ref-4[4], e nel 1962 venne ritirata dalla produzione l'attrezzatura 00.cite-ref-5[5]
Anni sessanta e settanta
Nei primi mwvaanni sessanta Meccano Ltd iniziò ad avere problemi finanziari e nel 1964 venne comprata da Lines Bros Ltd (Tri-ANG). Nel tentativo di ridefinire l'immagine del Meccano, fu modificata nuovamente la colorazione, rendendo gialle le barre nere e le strisce e le travi argentate. L'argento venne presto sostituito dallo zinco nel 1967, per cui le parti argentate sono di facile attribuzione temporale per i collezionisti. Il giallo e il nero erano stati scelti come colori per rispecchiare fedelmente la colorazione della maggior parte dei veicoli pesanti che venivano costruiti in quel periodo, dalle gru agli escavatori.
Nel 1970 compaiono per la prima volta le componenti elettroniche, mentre piatti neri diventano azzurri. Il numero dei set viene ridotto di uno, ossia va fuori produzione il n. 9, con conseguente rinumerazione dei set dallo 0 all'8, rinominati dall'1 al 9, mantenendo invariata l'identificazione del set n.10.cite-ref-6[6]
L'azienda Lines Brothers andò volontariamente in liquidazione nel 1971 e le mwwwAirfix Industries comprarono la Meccano Ltd. nel 1972. Nel 1973, le attrezzature 1-10 erano ancora disponibili, ma con l'aggiunta di nuovi kit di componenti: mwxaArmy Multikit, mwxqHighway Multikit, mwxgPlastic Meccano, mwxwPocket Meccano e due tipi di mwyaClock Kits.cite-ref-7[7]
Nel 1978 l'assortimento dei set del Meccano fu nuovamente ridotta e modificata, ricombinando i pezzi contenuti nei set dal 2 all'8 in 6 nuovi set, etichettati A e da 1 a 5. I vecchi set n. 9 e n. 10 vennero però conservati pressoché immutati. Anche il nuovo assetto aziendale però ebbe problemi economici, sicché la Airfix, nel tentativo di contenere le perdite, chiuse la storica fabbrica di Binns Road per spostare la produzione in Francia, sotto la guida della General Mills, azienda di giocattoli statunitense fin dal 1972.
Anni ottanta: il nuovo Meccano
Nel 1981 la General Mills acquistò i macchinari della Meccano Ltd UK, acquisendo quindi il completo controllo del marchio Meccano e iniziando una radicale trasformazione della produzione. Tutti i set allora esistenti del Meccano vennero messi fuori produzione e fu progettato e proposto un nuovo assortimento di set: dai nuovi stabilimenti francesi uscivano ormai i mwaaMeccano Junior. Questi nuovi set comprendevano soprattutto parti in plastica, e potevano quindi essere assemblati solo in modellini, con la completa perdita del mwaqconcept di mwagIngegneria in miniatura da sempre fondamentale nelle scelte strategiche dell'azienda: il Meccano diventava "un semplice giocattolo", dagli usi ridotti, con cui non si potevano più costituire veri e propri apparecchi meccanici.
Nel 1985 la General Mills vendette a Marc Rebibo, un ingegnere francese, e ancora una volta i set furono completamente rinnovati. Il set mwbaMeccano Junior vennero rimpiazzati da tre set mwbqPremium Meccano e da due set mwbgMotor, che includevano un motore a sei velocità. Data la forte richiesta, furono reintrodotti anche i set del 1981 dal n. 5 al n. 10.
Nel 1989 Marc Rebibo vendette ciò che rimaneva dell'azienda Meccano a Dominique Duvauchelle. Nuovi cambiamenti, quindi: i bulloni d'acciaio placcati di zinco e con la testa adatta alle chiavi a brugola furono sostituiti da bulloni placcati d'ottone e con la testa mwcaa taglio, adatta ai giravite, e reintroduzione dei set di plastica mwcqMeccano Junior. Pensati per l'uso da parte dei più piccoli, furono introdotti molti set tematici, come le serie di mwcgConstruction and Agricultural e i modellini mwcwSpace. I vecchi set dal n. 5 al n. 10 rimasero in produzione fino al 1992.
Anni novanta e 2000
Nel 1994 furono introdotti nuovi set tematici insieme ad un motore a mwdgfrizione aggiunto al Plastic Meccano System. Nel 1996 arrivò il set mwdwAction Control con comandi agli mweainfrarossi e nel mweq1999 ci fu una intera nuova gamma di set denominati mwegMotion System, che cambiarono completamente l'immagine del Meccano. In totale, c'erano sei set composti da un modellino, due set da cinque modellini, e cinque nuovi set numerati dal n. 10 al n. 50, con i set compresi tra il 20 e il 50 motorizzati. Un cambiamento radicale rispetto alla normale pratica di mantenere una varietà di colori generale si ebbe con l'introduzione di combinazioni di colori specifiche per ogni set, anche fluo.
Nel 2000, l'azienda fornitrice giapponese Nikko, specializzata in giocattoli, comprò il 49% della Meccano e sfruttò i suoi canali commerciali internazionali per introdurre nel mercato internazionale i prodotti radio-comandati dell'azienda. Il design e lo sviluppo dei prodotti restò per il 51% alla Meccano SN, con sede a mwfaCalais, in Francia. Nikko lanciò con successo un nuovo assortimento di set, tra cui mwfqCrazy Inventors e mwfgFuture Master. Nikko diede un impulso molto forte allo sviluppo dell'elettronica programmabile e dei controlli radio nei kit del Meccano. Tuttavia, per la forte pressione commerciale, Nikko preferì rivendere la propria quota alla Meccano SN, ancora casa madre francese ad agosto 2007.
Oggi i set del Meccano sono fabbricati in Francia e in Cina. Il Meccano è molto diverso dal giocattolo degli anni Trenta e degli anni Cinquanta: il mercato non è relativamente cambiato molto e i prodotti si rivolgono ancora ai più giovani, ma i giovanissimi appartengono a una cultura differente da quella degli anni d'oro e hanno genitori più attenti al problema della sicurezza dei giocattoli. Se il Meccano oggi si rivolge a una vasta clientela con un approccio di soddisfazione immediata del cliente, non sempre riesce a soddisfare i puristi del Meccano, ancora affezionati ai vecchi modelli e nostalgici dell'approccio più orientato all'educazione alla pratica della meccanica.
Ma ci sono altri motivi: spesso è difficile ottenere i pezzi di ricambio originali perché molte parti erano state introdotte dalla fabbrica di Liverpool, chiusa nel periodo della gestione francese e giapponese mentre avanzano le nuove componenti in plastica, gli ingranaggi, i motori elettrici e i vani per le batterie a discapito del metallo, oggi materia prima costosa. I bulloni d'acciaio placcati di zinco con le teste esagonali vennero sostituiti con quelli a testa a taglio. Lo zoccolo duro degli appassionati (e intransigenti) fan del Meccano sono ormai cinquanta- sessantenni. Alcuni di questi collezionisti e costruttori di modellini abbracciano i cambiamenti con gioia, ma i puristi guardano con diffidenza a questi nuovi set in plastica. Tra di loro, alcuni appassionati si danno dei vincoli volontari di usare solo pezzi mwhqtradizionali, e considerano i pezzi usciti dalle ultime innovazioni mwhgnon vero Meccano. I pezzi originali, come le travi ad angolo lunghe fino a due piedi, le spole del telaio o i rulli di stampa, utili per i grandi modelli, sono diventati difficili da trovare anche per gli specialisti: per questo sono utili i fornitori di modernariato che in giro per il mondo soddisfano le richieste degli appassionati che hanno sempre bisogno di qualche pezzo per completare la loro collezione o i loro modellini.
L'attuale varietà di motori elettrici della Meccano è rappresentata da modelli tipo DC in scala ridotta, progettati per funzionare con le mwiabatterie standard domestiche. Si tratta di piccoli motori di forma cilindrica, a bassa coppia e alti regimi di rotazione, economici e pensati per essere usati dai bambini sui loro modellini costruiti con le varietà standard dei kit del meccano. Gli adulti appassionati di meccano preferiscono usare motori ad alto rendimento più adatti ad alimentare grandi modelli. Nell'epoca d'oro del Meccano, i motori elettrici in vendita erano a carica universale (in uso sulle forniture a mwiqcorrente continua o a mwigcorrente alternata). Molto note erano i mwiwmotori universali E020, E20R ed E15R, prodotti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Questi erano fatti funzionare da un mwjatrasformatore alimentato, oppure, come nel caso del tipo E15R, da una mwjqbatteria per automobili da 12V. In precedenza, erano messi in commercio dei motori alimentati di breve durata e potenzialmente letali pensati per l'alimentazione a corrente continua, tramite una torcia domestica messa in serie per le cadute di mwjgtensione, seguito dai modelli di motori del dopoguerra ma ridotti a 4,5V o a 6V, con corrente continua, e pensati per la potenza degli accumulatori piombo-acido. Questi, come gli ultimi accumulatori, sono oramai rari da trovare, se si pretendono in buone condizioni.
Anni 2010
La società canadese mwkqSpin Master acquisisce il Meccano nel 2013. La base produttiva e le strutture industriali rimangono a Calais per ottimizzare la distribuzione sui mercati europei.
Compatibilità
Il meccano è probabilmente uno dei pochi prodotti che ha continuato a produrre pezzi compatibili tra loro dal 1901 in poi: molti modelli moderni funzionerebbero perfettamente anche se le componenti attuali del Meccano venissero sostituite con componenti che hanno più di 100 anni. Ciò che è rimasto invariato in tutti questi anni è il mwlasistema imperiale del sistema perforato con passo di mwlq1⁄mwlg2 pollice, e dado e bullone da mwlw5⁄mwma32 pollici.
A partire dai primi anni del Novecento in molti paesi europei furono sviluppati sistemi di costruzione compatibili con il Meccano che divenne lo standard di riferimento per questo tipo di giocattoli.
In Germania per esempio la ditta mwmwMärklin dei famosi trenini mise in produzione una serie di scatole di montaggio compatibili col meccano.
In Italia, dalla fine degli anni trenta fino agli anni ottanta, operarono diverse ditte, come la CIGEA (Costruzioni Italiane Giocattoli E Affini) di Milano (mwnqLa meccanica per ragazzi), la BRAL di Milano (mwngmwnwIl costruttore meccanico), la mwoaAMI-LAC di Casalpusterlengo (mwoqCostruzioni meccaniche); queste ditte imitavano da vicino il Meccano originale.
Ma ci sono anche set da costruzione di altre marche, come i quelli della svizzera Stokys, del 1941, realizzati in metallo spesso, o di Exacto e Metallus.
Anche altri prodotti sono compatibili con il Meccano: gli stessi componenti in plastica o le X-series della Meccano, fino ai giocattoli Mogul e Speed-Play. Nel mwpa2007 è stato messo in produzione un giocattolo chiamato "Spykee": dotato di interfaccia mwpqWi-Fi, è dotato di una mwpgwebcam ed è capace di salire le scale, e può essere controllato da internet, per esempio come sistema di mwpwvideosorveglianza domestico. Il robot è confezionato in plastica e ha varie componenti accessorie che hanno solo fini estetici. La forma base del robot presenta fori compatibili con il Meccano. Dal 2008 il robot è presente in 5 diverse versioni, ciascuna delle quali ha una propria peculiarità.
Capacità
Per ogni set di Meccano poteva essere costruita un'ampia gamma di modelli. Ad esempio, questi erano i modelli relativi al set più grande dei tardi mwqganni cinquanta, detto "Outfit 10", testimoniati dalle istruzioni:
• mwrq"Railway Service Crane", "Sports Motor Car", "Coal Tipper", "Cargo Ship", "Double Decker Bus", "Lifting Shovel", "Blocksetting Crane", "Beam Bridge", "Dumper Truck", "Automatic Gantry Crane", "Automatic Snow Loader", "4-4-0 Passenger Locomotive"
In cima a queste c'erano i foglietti illustrativi per:
• mwsq"Combine Harvester", "The Eiffel Tower", "Showman's Traction Engine", "Twin-Cylinder Motor Cycle Engine", "Trench Digger", "Bottom Dump Truck", "Road Surfacing Machine", "Mechanical Loading Shovel"
È stato supposto che talvolta le istruzioni contenessero deliberatamente degli errori, per mettere alla prova l'ingegno degli utenti.cite-ref-8[8]
Da allora, gli appassionati come G. Maurice Morris e MW Models hanno iniziato a pubblicare i loro progetti di modellini personalizzati, che vanno dai modelli di piccole dimensioni fino a macchine grandi e complesse.
Nel 1935, il Meccano era la materia prima usata da JB Bratt nella costruzione di diversi mwvacomputer analogici. Questi computer furono utilizzati per diversi decenni per calcolare mwvqequazioni differenziali, e una di queste macchine, la "Meccano Differential Analyser No. 2", sopravvive tutt'oggi.cite-ref-9[9]
Influenza culturale
• L'uso del Meccano ha influenzato la storia personale di molte persone, a volte giungendo a influenzarne persino la carriera: un esempio eclatante è quello del mwxqPremio Nobel per la Chimica del mwxg1996, mwxwHarold Krotocite-ref-10[10].
• Il Meccano è presente tra i regali di natale nel film d'animazione La Freccia Azzurra (1996) di Enzo D'Alò, tratto dall'omonimo romanzo di mwzqGianni Rodari.
• Il Meccano è stato citato più volte in letteratura, recentemente da mwzwGraham Greene, nel racconto mw0amw0qThe Power and the Glorycite-ref-11[11]. È citato da mw1gJulio Cortazár nel capitolo 4 del romanzo mw1wmw2aIl gioco del mondo cite-ref-12[12].
• Nei fumetti, in "mw3gPaperino e i doni inattesi", una storia di mw3wCarl Barks del 1950, mw4aQui, Quo e Qua, i nipoti di mw4qPaperino, dopo varie vicissitudini ricevono dai vari parenti, come dono di Natale, 15 scatole di costruzioni molto simili al Meccano e con queste realizzano una grande renna meccanica con cui si recano alla fattoria di mw4gNonna Papera per il tradizionale pranzo natalizio.
• In un episodio della serie TV britannica "l'ispettore Gently" ambientata negli anni 60, si vedono un uomo e un ragazzo intenti a costruire un modello da una scatola di Meccano del tipo in produzione in quel periodo.
• Il rapper italiano mw5qDargen D'Amico ha scritto la canzone mw5gAl Meccano.cite-ref-13[13]
• In Italia, l'artista mw7aEnrico Baj ha usato il Meccano per realizzare, in parte o interamente, alcune delle sue opere: in particolare, nella serie dei mw7qMeccani.cite-ref-14[14]
• mw8wChris Burden ha realizzato la scultura mw9aWhat My Dad Gave Me (2008) al mw9qRockefeller Center: un grattacielo di venti metri di altezza, assemblaggio di oltre un milione di pezzi di Meccano. Altra scultura dell'artista statunitense realizzata in Meccano sono modellini di ponte: il mw9gmw9wTyne Bridge (2002) mw-a e mw-qBeam Drop Antwerp (2009) mw-g.
• Nella serie televisiva italiana mw-aCamera Café il personaggio di mw-qSilvano Rogi è un grande appassionato di Meccano
Note
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cite-note-1111. ↑ Graham Greene, mwaueThe Power and the Glory, Penguin Classics, (1940) 2003 mwaui, p. 12. ISBN 0142437301.
cite-note-1212. ↑ mwaucmwaugJulio Cortazár, Il gioco del mondo, Einaudi, Torino.
cite-note-1313. ↑ mwauwmwau0mwau4Copia archiviata, su mwau8raptxt.it. mwavaURL consultato il 14 gennaio 2013 mwave(archiviato dall'mwaviurl originale il 3 febbraio 2013).
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Bibliografia
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• Geoff Wright, mwaw0The Meccano super models, ristampa di 37 istruzioni per costruire i supermodellini con il Meccano 1928-30 e di una pubblicazione del 1928, Londra, New Cavendish Books, 1978
Voci correlate
• mwaxeMuseo Eli Whitney
• mwaxmIl costruttore meccanico mwaxq(alternativa italiana popolare negli anni '50-'70)
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Meccano.
Collegamenti esterni
• (EN) Sito ufficiale, su meccano.com.
• mwaxs(EN) The Meccano Web Ring - Una raccolta di siti relativi al Meccano, su meccanoweb.com. URL consultato il 16 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).